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Sci: arriva il sì del CTS all’apertura del 15 febbraio, ma solo in zona gialla

5 Febbraio 2021

Habemus datam! Il 15 febbraio, è ufficiale, gli impianti sciistici potranno riaprire. A decretarlo è stato il Comitato tecnico-scientifico che ha esaminato il protocollo messo a punto dalla Regioni lo scorso 28 gennaio.

Un risultato è un sospiro di sollievo, ma solo a metà visto che ad aprire saranno solo le stazioni sciistiche in zona gialla, impianti chiusi nelle regioni arancioni e rosse. Bocciata dunque la proposta delle regioni in base alla quale gli impianti avrebbero potuto riaprire anche in zona arancione, con una capienza ridotta al 50% su funivie, cabinovie e seggiovie e l’utilizzo obbligatorio di mascherine Ffp2.

“Ora va tolto il divieto di circolazione tra le Regioni, abbiamo bisogno di sapere che si possa venire in montagna – ha dichiarato il presidente dell’Associazione nazionale esercenti funiviari (Anef), Valeria Ghezzi, commentando la notizia – Non voglio pensare che le imprese interrompano la cassa integrazione per i dipendenti e poi venerdì prossimo ci dicano che non tolgono il divieto di spostamento. Abbiamo già subito tantissimi danni e decine di aziende sono in crisi di liquidità”.

Rispetto al precedente documento è stata aggiunta la previsione di un tetto massimo di skipass giornalieri vendibili, considerando anche gli abbonamenti settimanali e stagionali, con l’obiettivo di limitare il numero massimo di presenze giornaliere sule piste da sci.

Allo stesso modo sarebbe promosso l’acquisto online dei biglietti, per evitare code e assembramenti. Ovunque andrebbe assicurato il distanziamento interpersonale di un metro. A garantire l’organizzazione e la gestione dei flussi dovrebbero essere i gestori degli impianti di risalita mentre la tutela dell’ordine pubblico e la vigilanza sul rispetto delle misure sarà garantita dalle autorità di pubblica sicurezza.

E per la gestione dei flussi nei comprensori sciistici di maggiori dimensioni che si estendono oltre i confini regionali, è previsto uno stretto coordinamento delle misure di prevenzione fra le Regioni confinanti.

La riapertura degli impianti nell’ultima parte della stagione è destinata ad avere effetti non solo sulle piste da sci ma anche sull’intero indotto delle vacanze in montagna per un valore stimabile in circa un miliardo, dall’alloggio alla ristorazione, dagli agriturismi ai rifugi fino alle malghe con la produzione dei pregiati formaggi. È quanto afferma la Coldiretti.

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