Le luci e le ombre dei Giochi di Pechino, una manifestazione molto più complessa di quello che si crede.
Un’edizione tutt’altro che semplice nella sua realizzazione, sia per le restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria, sia per il clima politico che vede la Cina al centro di numerosi equilibri mondiali che ha portato diverse superpotenze al boicottaggio diplomatico. Tra luci e ombre, però, la fiaccola olimpica ha illuminato il cielo di Pechino e si tratta di una torcia particolare: ecologica, alimentata dall’idrogeno, presenta un design estremamente dinamico con nastri intrecciati. Il simbolo dei Giochi ha un nome, “Flying”, e ha debuttato in una cerimonia tenuta nello storico impianto dei Giochi Olimpici estivi di Pechino 2008, il National Aquatics Center, segnando l’inizio del conto alla rovescia di 365 giorni per l’inizio della manifestazione. Non è un caso che proprio l’oggetto che incarna l’idea stessa dei Cinque Cerchi sia stata pensata nel segno della sostenibilità: la Cina ha infatti promesso di dare vita ai giochi più green di sempre.

Numerosa sfumature di verde
Secondo il Comitato organizzatore, i Giochi di Pechino sarebbero dovuti essere all’insegna della sostenibilità ambientale, tra l’uso di impianti già esistenti, la diffusione di mezzi elettrici e fonti di alimentazioni alternative, tutte attività effettivamente predisposte. Il Wukesong Sports Center che nel 2008 ha ospitato il basket è stato tramutato nel terreno per le competizioni femminili di hockey che grazie a una nuova tecnologia nella produzione del ghiaccio, è molto più rispettosa dell’ambiente in quanto utilizza l’anidride carbonica al posto del freon, dannoso per lo strato di ozono: la riduzione delle emissioni di carbonio equivalgono a quelle di 3.900 automobili all’anno.
Il National Aquatic Center, o Water Cube, è stato congelato in un Ice Cube e ha ospitato eventi di curling, mentre il National Speed Skating Oval, di nuova costruzione, vanta una superficie di ghiaccio di circa 12.000 metri quadrati per un totale 12.000 spettatori, il che lo rende il più grande impianto per il pattinaggio di velocità in Asia.
Infine, il Big Air Shougang, una struttura per il freestyle e lo snowboard costruita sul sito di un’ex acciaieria, con le torri di raffreddamento industriali sullo sfondo. Gli organizzatori delle Olimpiadi invernali di Pechino hanno pubblicato su WeChat un mini- programma per invitare il pubblico a partecipare attivamente ad azioni a basse emissioni di anidride carbonica, contribuendo a far sì che i Giochi siano ecologici. Si utilizzano dunque strumenti digitali e metodi di calcolo scientifici per registrare, in maniera completa, i comportamenti a basse emissioni delle persone nella loro vita quotidiana. Gli utenti possono ottenere punti, riconoscimenti “low- carbon talent” e altre menzioni d’onore caricando informazioni tramite schermate, passaggi WeChat autorizzati e conferme auto- punch, oppure rispondendo a domande relative alle Olimpiadi invernali e scattando foto che provino comportamenti a basse emissioni di anidride carbonica. Inoltre, sarà possibile scambiare questi punti con una serie di premi corrispondenti.

Verde marcio
Secondo il sito di informazione geopolitica.info, la difesa dell’ambiente è funzionale al PCC per produrre soft power e mostrare al mondo il proprio livello tecnologico: l’elettricità consumata dagli impianti sciistici verrà generata attraverso fonti rinnovabili, mentre il ghiaccio artificiale non verrà prodotto attraverso il tradizionale freon, ma sfruttando l’anidride carbonica. La costruzione di oltre 800 stazioni sciistiche, inoltre, incentiverà il turismo invernale. La grande sfida del governo cinese sarà quella di diventare, entro il 2022, una potenza olimpica anche negli sport invernali. Come riferito da “insidethegames”, i dati raccolti da World Weather Online riportano che nel periodo da gennaio a marzo di quest’anno sono caduti solo due centimetri di neve presso il National Alpine Ski Center di Yanqing, che ospiterà le gare di sci alpino a Pechino 2022.
Secondo il portale meteorologico, il rapporto suggerisce che gli organizzatori avranno bisogno di circa 49 milioni di galloni d’acqua per creare abbastanza neve artificiale. A Yanqing sono stati installati circa 200 cannoni sparaneve, con tubi e trincee installati per trasferire l’acqua da un serbatoio a una macchina per la produzione. Inoltre, le piste principali dello sci alpino e dello sci di fondo sono state costruite dal nulla. Per la prima volta nella storia dei Giochi invernali, nessun atleta ha potuto testarle nei mesi che precedono la kermesse, a causa delle complicazioni legate agli ingressi delle persone straniere in Cina.
Il valore delle Olimpiadi
A questo punto dunque, quale il reale valore dei Giochi Cinesi 2022? Il ritorno alle Olimpiadi della Cina è coinciso con la nascita della gold medal strategy di Pechino, ovvero un piano di grandi investimenti per vincere più medaglie d’oro degli altri Paesi e diventare una potenza olimpica.
In un articolo pubblicato sul Secolo XIX, compaiono alcuni dati sulla crescita della popolarità della neve in Cina. Secondo il piano per la costruzione di stazioni sciistiche varato dal governo locale, la provincia dello Jilin, in Cina nord-orientale, prevede di raddoppiare il numero di stazioni sciistiche, portandole a 100 entro il 2025. Lo Jilin, dotato di ricche risorse per gli sport invernali, è diventata una delle destinazioni sciistiche più popolari, con il crescente boom dello sci nel Paese avvenuto negli ultimi anni e nei prossimi cinque anni, la provincia svilupperà l’industria degli sport bianchi, cercando di realizzare una destinazione turistica di classe mondiale, un centro internazionale di cooperazione e di scambio per l’industria degli sport invernali e una base nazionale per la formazione di talenti. La provincia prevede di avere 60 stazioni sciistiche entro il 2022 e 100 entro il 2025, di cui 30 per lo sci agonistico e 70 per lo sci di massa. Secondo un rapporto pubblicato dalla China Tourism Academy, nel 2025 si prevede che il Paese avrà 500 milioni di turisti per sport invernali, con oltre 1.100 miliardi di yuan (circa 169 miliardi di dollari) di proventi dal turismo. Attualmente si stima che in Cina vi siano 7 milioni di sciatori, appena lo 0,5% della popolazione, ma il mercato “potenziale” è enorme; teoricamente in futuro, potrebbero esserci più sciatori di quanti non ne esistano ora nel resto del mondo (125 milioni).
Una parte fondamentale del successo della proposta di Pechino 2022 è stata la promessa di coinvolgere 300 milioni di persone negli sport invernali. Promessa che ha fatto lievitare il popolo degli appassionati di sci o snowboard fra i cinesi. Durante la stagione 2018/19 si sono recati sulle piste 23,45 milioni di persone, aumentate del 21,5% rispetto alla stagione precedente. Nonostante sia una città priva di neve naturale, Shanghai si sta impegnando sempre di più per diventare un centro sportivo invernale. Le Olimpiadi grazie al nuovo “turismo invernale”, saranno dunque l’occasione per rilanciare economicamente le province del nord-est, in crisi dalla deindustrializzazione. Lo sci viene promosso anche nelle scuole per stimolare l’interesse degli abitanti fin dalla più tenera età.

In pista
Eppure, a poche settimane dall’inizio della manifestazione, erano ancora pochi gli atleti cinesi ritenuti competitivi per una sfida olimpica. Un vero progetto sullo sci per i Giochi di Pechino è nato in pratica solo nella stagione 2018/2019.
Investimenti importanti da subito, chiamando tecnici da Austria e Italia che sono partiti da zero, perché, anche se stiamo parlando di un Paese da oltre un miliardo di persone, di sciatori ce ne sono pochi. La scelta è stata quella di attingere agli atleti del pattinaggio di velocità e dallo short track (che invece sono sport seguitissimi).
Sara Canali