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Valerio Giacobbi: “Cortina 2021 è un esempio di resilienza”

18 Febbraio 2021

Valerio Giacobbi, ceo di Fondazione Cortina 2021, racconta l’impresa di un territorio e quella della sua squadra nel creare un evento che è stato capace di mutare nel tempo e adattarsi alle incertezze di questo periodo pandemico. Il tutto con una sola certezza: questo mondiale si doveva fare, come esempio di resilienza e come incentivo per l’intero territorio ampezzano.

Le stime parlavano di un forte impatto dei Mondiali sul territorio, ovviamente senza tener conto dell’opzione a porte chiuse. Pensa che, nonostante tutto, Cortina ne uscirà più forte a livello perlomeno di immagine?

La presenza del pubblico era importante per il paese e la comunità perché significava presenza in alberghi e ristoranti. Avrebbe voluto dire usufruire di una serie di servizi. Ci aspettavamo di avere circa 100 mila spettatori durante le giornate, persone che sarebbero state ospiti del territorio. Tutto questo è mancato, facendo venir meno un’importante parte della ricaduta. Resta però viva tutta la parte degli investimenti sulle infrastrutture, di rivalorizzazione e di preparazione che c’è stata e che rimane sul territorio. Pensate solo al rinnovamento delle piste, degli impianti e degli alberghi che si sono preparati: tutto questo rimarrà per i turisti che verranno a Cortina nei prossimi anni e, ovviamente, per l’appuntamento futuro in vista dell’Olimpiade. 

In quanto tempo si prepara un Mondiale?

Il meccanismo consolidato prevede che l’assegnazione sia fatta quattro/cinque anni prima del Mondiale, quindi subito dopo si comincia a prepararlo perché ci sono delle tappe, che sono l’organizzazione delle tappe del mondo degli anni precedenti e delle finali dell’anno precedente, che sono una sorta di test per prepararsi. Il Comitato Organizzatore crea questi eventi che sono prima più piccoli per avere maggiore risonanza verso le finali, per sviluppare progressivamente le strutture e per imparare a gestire. Ci vogliono quattro anni facendo tutte le altre cose.

Immagine di Cortina nel mondo, quanto conta?

Anche se la Regina delle Dolomiti è molto conosciuta, far vedere un’immagine di una Cortina sportiva, internazionale e capace di rinnovarsi è sempre importante. C’è sicuramente un grande ritorno perché c’è una grandissima forza comunicativa. Complessivamente il prodotto che ne esce ogni volta che Cortina viene menzionata e proposta a livello internazionale serve tantissimo al territorio per un piano di progetti allargato. Le persone vogliono venire a sciare sulle piste dei Mondiali, vogliono  scendere dove sono scesi i campioni, per questo il veicolamento delle immagini delle nostre piste è vincente per l’economia dell’intero territorio. Raccontiamo anche la gastronomia, abbiamo qui gli chef ampezzani e raccontiamo la cultura: durante la cerimonia di inaugurazione hanno sfilato persone vestite con gli abiti tradizionali e si è esibita la banda del paese in un mix, tra tradizione e internazionalizzazione vincente.

Troverete l’intervista completa sul prossimo numero di SnowBusiness Mag.

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